Bassorilievo: l’arte della scultura che racconta la storia

La scultura in bassorilievo rappresenta una delle espressioni più affascinanti e durature dell’arte plastica, capace di coniugare la tridimensionalità della scultura con la narrazione visiva della pittura. Attraverso un rilievo moderato rispetto al fondo, il bassorilievo offre una rappresentazione che, pur mantenendo la solidità della forma, si presta a una lettura sequenziale e narrativa delle scene raffigurate. Nel mercato contemporaneo, la scultura antica – e in particolare il bassorilievo – continua a suscitare un notevole interesse tra collezionisti e istituzioni. Le opere di epoca greco-romana, medievale e rinascimentale, quando ben conservate e di provenienza certificata, possono raggiungere cifre elevate nelle aste internazionali, specialmente se legate a soggetti mitologici o religiosi. L’interesse si concentra non solo sul valore estetico, ma anche sul significato storico e culturale che queste opere incarnano, rendendole ambite tanto per il collezionismo privato quanto per l’acquisizione museale.

Nel contesto delle aste, la scultura antica occupa un segmento di nicchia ma di grande prestigio, con vendite che coinvolgono principalmente opere in marmo, bronzo e terracotta. Case d’asta specializzate come Sotheby’s, Christie’s o Bonhams, ma anche realtà italiane come Pandolfini di Firenze, Bertolami di Roma o Cambi di Genova, dedicano regolarmente sessioni specifiche alla vendita all’asta di arte antica, dove – oltre ai dipinti antichi – bassorilievi, busti e frammenti architettonici trovano spazio accanto a statue monumentali. L’interesse dei collezionisti è orientato verso pezzi di alta qualità, con una storia collezionistica documentata e, possibilmente, pubblicati in cataloghi di riferimento. Le aggiudicazioni più importanti riguardano spesso opere rare o provenienti da antiche collezioni aristocratiche o ecclesiastiche, e testimoniano una crescente attenzione anche da parte di acquirenti internazionali, attratti dall’unicità e dalla forza evocativa della scultura antica.

Origini e sviluppo storico

Le prime testimonianze di bassorilievo risalgono alle civiltà antiche, dove veniva utilizzato per decorare templi, palazzi e monumenti funebri. Nell’antico Egitto, ad esempio, il bassorilievo era impiegato per rappresentare scene religiose e quotidiane sulle pareti dei templi, utilizzando una tecnica che prevedeva l’incisione delle figure direttamente nella pietra, creando un effetto di rilievo minimo ma efficace.

In Mesopotamia, i bassorilievi decoravano i palazzi reali, narrando le gesta dei sovrani e le imprese militari. Queste opere, spesso realizzate in alabastro, presentavano una straordinaria attenzione al dettaglio e una composizione dinamica, che conferivano vivacità alle scene rappresentate.

Durante il periodo classico greco, il bassorilievo raggiunse un alto livello di perfezione tecnica ed estetica. Le metope del Partenone, attribuite a Fidia, sono esempi emblematici di come il bassorilievo potesse essere utilizzato per raccontare miti e leggende con grande maestria compositiva.

Con l’avvento dell’Impero Romano, il bassorilievo divenne uno strumento fondamentale per la propaganda politica e la celebrazione delle vittorie militari. I rilievi dell’Arco di Tito e della Colonna Traiana sono testimonianze della capacità romana di utilizzare il bassorilievo per narrare eventi storici in modo dettagliato e coinvolgente.

Tecniche e materiali

Il bassorilievo può essere realizzato attraverso diverse tecniche, a seconda del materiale utilizzato e dell’effetto desiderato. Tra le principali tecniche si annoverano:

  • Stiacciato: introdotto da Donatello nel Rinascimento, questa tecnica prevede un rilievo estremamente basso, quasi impercettibile, che sfrutta la variazione minima di spessore per creare effetti di profondità e prospettiva.
  • Rilievo egizio: caratterizzato da figure incise con contorni marcati e profondi, spesso con una superficie arrotondata che termina a spigolo verso il fondo, conferendo un senso di rilievo pur mantenendo le figure allo stesso livello del fondo.
  • Sottoquadro: una tecnica che consiste nello scavare il contorno della figura non solo in squadra, ma anche dietro i contorni, creando un maggior rilievo grazie all’effetto delle ombre.

I materiali utilizzati spaziano dalla pietra al marmo, dal bronzo al legno, fino all’avorio e alla terracotta. La scelta del materiale influenzava non solo l’aspetto finale dell’opera, ma anche le tecniche di lavorazione e la durata nel tempo.

Artisti e opere emblematiche

Nel corso dei secoli, numerosi artisti si sono distinti per la maestria nell’arte del bassorilievo. Tra i più noti:

  • Donatello: considerato uno dei pionieri del Rinascimento, Donatello rivoluzionò il bassorilievo con l’introduzione dello stiacciato, come evidente nel rilievo “San Giorgio libera la principessa”, dove l’uso sapiente della prospettiva crea un senso di profondità sorprendente.
  • Lorenzo Ghiberti: autore delle celebri “Porte del Paradiso” del Battistero di Firenze, Ghiberti combinò abilmente alto e basso rilievo per rappresentare scene bibliche con una straordinaria ricchezza di dettagli e una profonda comprensione della prospettiva.
  • Antonio Canova: sebbene noto principalmente per le sue sculture a tutto tondo, Canova realizzò anche bassorilievi, applicando la sua raffinata sensibilità neoclassica per creare opere di grande eleganza e armonia.

Il bassorilievo nel collezionismo

Per i collezionisti, il bassorilievo rappresenta un ambito di particolare interesse, sia per il valore storico-artistico delle opere, sia per la loro capacità di raccontare storie e simboli attraverso la scultura. La valutazione di un bassorilievo tiene conto di diversi fattori, tra cui:

  • Autenticità e provenienza: la documentazione dell’origine dell’opera e la sua attribuzione a un determinato artista o scuola sono fondamentali per determinarne il valore.
  • Stato di conservazione: la presenza di restauri, danni o usure può influenzare significativamente la valutazione dell’opera.
  • Qualità artistica e tecnica: l’abilità dell’artista nella rappresentazione delle figure, l’uso della prospettiva e la finezza dei dettagli sono elementi chiave nella determinazione del valore di un bassorilievo.

Le case d’asta e le gallerie specializzate offrono spesso valutazioni professionali per bassorilievi di diverse epoche e materiali, fornendo ai collezionisti informazioni preziose per l’acquisto o la vendita di tali opere. Tra le Gallerie d’arte che offrono il servizio di valutazione di scultura antica con un focus particolare sui bassorilievi ricordiamo Antichità Giglio di Milano, mentre tra le case d’aste Bertolami Fine Art con sede a Roma è un autentico punto di riferimento per la stima, l’expertise e la valutazione delle sculture. Non possiamo non ricordare altra casa d’aste importante per questa categoria tematica in Italia, Cambi Casa d’Aste con sede a Genova, seguita da un pubblico internazionale di appassionati e collezionisti di scultura e non solo.

Il bassorilievo, con la sua capacità di unire la tridimensionalità della scultura alla narrazione visiva, rappresenta una forma d’arte di straordinaria bellezza e complessità. Attraverso le sue evoluzioni tecniche e stilistiche, ha saputo raccontare storie, celebrare eventi e immortalare figure, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’arte. Per il collezionista esperto, il bassorilievo offre non solo un oggetto di valore estetico, ma anche un frammento tangibile della storia e della cultura umana.

In anteprima:
Filippo Parodi (Genova 1630 – 1702) e collaboratori. Arte barocca genovese, fine del XVII secolo Busto femminile allegorico (Estate?) e busto femminile allegorico (Primavera). Stima 40 mila euro, aggiudicazione 76 mila euro Cambi Casa d’Aste