La “Divina Commedia” di Dante Alighieri rappresenta non solo un capolavoro della letteratura mondiale, ma anche uno dei testi più ricercati e valorizzati nel mercato del collezionismo librario. Le prime edizioni di quest’opera, stampate tra il XV e il XVI secolo, sono veri e propri tesori bibliografici, ambiti dai collezionisti e appassionati di libri antichi per il loro valore storico, estetico e filologico.
In questo articolo esamineremo le edizioni più importanti della “Divina Commedia”, fornendo indicazioni sulle loro caratteristiche distintive e sui fattori che ne determinano il valore di mercato.
1. L’Editio Princeps: La Commedia Incunabola
La prima edizione a stampa della “Divina Commedia” fu realizzata a Foligno nel 1472 dal tipografo Johannes Numeister, allievo di Gutenberg, con la collaborazione di Evangelista Angelini da Trevi. Questo esemplare, noto come l’editio princeps, segna l’inizio della diffusione dell’opera di Dante attraverso la stampa, e pertanto è considerato uno dei libri più preziosi nella storia dell’editoria occidentale.
Caratteristiche dell’edizione di Foligno (1472):
- Testo in caratteri gotici senza illustrazioni
- Formato in folio
- Assenza della suddivisione in canti numerati (che verrà introdotta successivamente)
- Rara e di altissimo valore collezionistico
Il valore di un esemplare di questa edizione, se completo e in buono stato di conservazione, può superare i quattro milioni di euro, rendendola una delle edizioni più ambite dai collezionisti.
Altre due edizioni del 1472, stampate rispettivamente a Mantova (tipografia di Giorgio da Spira) e a Jesi (Frederico de’ Conti), sono anch’esse altamente ricercate e presentano varianti testuali di grande interesse per gli studiosi della tradizione dantesca.

Seconda edizione Capcasa con il commento del Landino, splendidamente illustrata e rarissima a trovarsi completa
2. Le Prime Edizioni Illustrate: Venezia 1491 e Aldo Manuzio 1502
Se le prime edizioni a stampa della “Divina Commedia” erano prive di illustrazioni, il passaggio successivo nella storia editoriale dell’opera è segnato dall’introduzione di raffinate illustrazioni xilografiche.
L’edizione veneziana del 1491 (stampata da Pietro di Piasi per Bernardino Benali e Matteo Capcasa) è una delle più celebri tra le prime edizioni illustrate. Questa edizione presenta incisioni su legno ispirate ai disegni di Botticelli, contribuendo a definire l’iconografia dell’opera dantesca per secoli. Il valore di mercato varia in base alla qualità delle illustrazioni e allo stato di conservazione, con esemplari venduti tra i 200.000 e i 500.000 euro.
L’edizione aldina del 1502, curata da Aldo Manuzio e supervisionata da Pietro Bembo, è fondamentale per la definizione del testo dantesco moderno. Questa edizione è la prima a presentare il carattere corsivo inventato da Manuzio e introduce la suddivisione in canti numerati. L’iconico formato in ottavo, più maneggevole rispetto ai grandi in-folio precedenti, rese l’opera accessibile a un pubblico più vasto.
Caratteristiche che ne accrescono il valore:
- Prima edizione nel carattere corsivo
- Divisione chiara in canti numerati
- Stampa aldina, sinonimo di qualità e rarità
Il prezzo per un esemplare in ottime condizioni può oscillare tra 80.000 e 200.000 euro.
3. Le Prime Edizioni con Commento e le Varianti del Cinquecento
Nel XVI secolo, la “Divina Commedia” fu oggetto di numerose edizioni annotate da importanti studiosi dell’epoca. Tra le edizioni più importanti per i collezionisti si segnalano:
- L’edizione con il commento di Cristoforo Landino (Firenze, 1481): famosa per la sua ricca iconografia e per essere la prima ad avere un ampio apparato esegetico.
- L’edizione con il commento di Alessandro Vellutello (Venezia, 1544): particolarmente apprezzata per la modernità delle sue illustrazioni e delle interpretazioni testuali.
Le edizioni annotate del Cinquecento sono generalmente meno costose delle prime edizioni incunabole, ma possono comunque raggiungere valori significativi, in particolare se ben conservate e complete delle loro tavole illustrate.
4. Criteri di Valutazione per il Collezionista
Chi desidera investire in una prima edizione della “Divina Commedia” deve considerare alcuni aspetti fondamentali:
- Rarità e datazione: più l’edizione è antica e rara, maggiore è il suo valore.
- Stato di conservazione: la presenza di pagine mancanti, macchie, restauri o rilegature moderne può influire significativamente sulla valutazione.
- Provenienza: esemplari con ex libris di collezioni illustri o annotazioni di studiosi possono acquisire un valore aggiuntivo.
- Illustrata o non illustrata: le edizioni con xilografie originali o con decorazioni miniaturizzate sono spesso più ricercate.
Il catalogo dell’asta Libri, autografi e manoscritti, in programma dall’11 al 13 marzo 2025, della Libreria Antiquaria Gonnelli Casa d’Aste presenta una seconda, splendida edizione della Divina Commedia del 1493. Dalla descrizione del lotto in asta:
Rarissima a trovarsi completa questa splendida edizione illustrata della Commedia, con le figure che illustrano tutto il testo del Paradiso; «È giudicata la più bella fra le edizioni figurate della D.C. fatte a Venezia nel sec. XV; si avvantaggia su quella del 1491 per la più ricca decorazione e sull’altra del 1497 per la esecuzione tipografica e la freschezza dei legni»
La “Divina Commedia” ha segnato la storia della letteratura e della stampa, e le sue prime edizioni rimangono tra i più ambiti trofei nel mondo del collezionismo librario. Dalle rarissime edizioni incunabole di Foligno, Mantova e Jesi, alle straordinarie edizioni illustrate del tardo Quattrocento e Cinquecento, il mercato offre opportunità per chi desidera investire in un bene culturale di immenso valore storico.
I collezionisti e gli investitori che desiderano acquisire un esemplare di prestigio dovrebbero sempre affidarsi a case d’asta specializzate e a periti esperti, per garantire l’autenticità e il valore dell’acquisto. Con una corretta selezione, un’edizione dantesca può rappresentare non solo un capolavoro letterario da custodire, ma anche un investimento destinato a rivalutarsi nel tempo.

