Ci sono aste che vendono opere, e aste che raccontano un’epoca. Great Masters from Classic to Contemporary Art, la terza edizione 2026 di Catawiki, appartiene forse a entrambe le categorie. Chiusa con un incasso di circa 300.000 € e un sell rate del 50%, la sessione mette in fila, uno accanto all’altro, un secolo abbondante di storia dell’arte: dai tagli di Lucio Fontana ai fiori di Jeff Koons, dalle geometrie impossibili di Escher fino a un dipinto attribuito a un pittore veneziano del Cinquecento.
Il taglio che vale 36.000 €
Si parte da un gesto, letteralmente. Il Concetto spaziale di Lucio Fontana, inchiostro su carta del 1956, è prima di tutto un taglio — anzi, una serie di buchi e strappi che l’artista argentino-italiano trasformò nel manifesto dello Spazialismo: l’idea che l’opera d’arte potesse aprirsi verso uno spazio reale, oltre la superficie bidimensionale. Iscritta alla Fondazione Lucio Fontana, l’opera è stata aggiudicata a 36.000 €, confermando che, a distanza di quasi settant’anni, quel gesto continua a interrogare e a valere.
Un fiore, un volto, una superficie increspata

Accanto a Fontana, tre immagini restano impresse più di altre. La litografia Untitled (Vase of Flowers) di Jeff Koons, del 2001, aggiudicata a 10.500 €, porta in asta l’iconografia più riconoscibile dell’artista americano: la trasformazione del banale — un vaso di fiori — in oggetto di culto pop. Il pendente Sculpture, Visage de Faune, disegnato da Pablo Picasso e realizzato dall’orafo Pierre Hugo nel 1971, venduto a 9.800 €, racconta invece un Picasso meno noto, quello che negli ultimi decenni di vita si dedicò alla ceramica e all’oreficeria, cercando la stessa libertà formale della pittura in materiali diversi.
E poi c’è Rimpeling (Rippled Surface) di M.C. Escher, linoleografia del 1950 firmata “eigendruk”, aggiudicata a 9.000 €: la superficie di uno stagno increspato dal vento, trasformata in un esercizio di precisione geometrica che ha reso Escher uno degli artisti più amati — e più citati, spesso al di fuori dei confini della storia dell’arte — del Novecento.
Il gatto di Giacometti e i margini della grande arte
C’è spazio anche per un piccolo capolavoro nato ai margini di un libro: la puntasecca Le Chat di Alberto Giacometti, realizzata per L’Air de l’eau di André Breton, in edizione di 46 esemplari, aggiudicata a 6.700 €. Un promemoria di quanto la grande arte del Novecento sia passata spesso attraverso l’illustrazione, la piccola tiratura, il libro d’artista — territori oggi sempre più centrali nel gusto dei collezionisti.
Fotografie, tele di grandi dimensioni e la filiera corta

Nel comparto fotografico, Instincts Parasités di Martine Aballéa, fotografia dipinta a inchiostro su alluminio proveniente da Galerie Thaddaeus Ropac, ha chiuso a 1.400 €. Nella sezione direct from the artist, pensata per gli acquisti senza intermediari, il grande dittico Rien ne va Plus di Claus Bertermann, oltre tre metri di tela dipinta, è stato aggiudicato a 1.801 €: un piccolo segnale di quanto il pubblico voglia oggi un rapporto più diretto, quasi artigianale, con chi crea.
Un dipinto del Cinquecento tra Fontana e Koons
La vera sorpresa dell’edizione, però, è forse la meno rumorosa: il debutto del dipartimento di arte classica, realizzato con Collezione da Tiffany, che ha portato in asta Il Ratto di Proserpina, attribuito a Jacopo Palma il Giovane, aggiudicato a 3.700 €. Vedere un pittore veneziano del tardo Cinquecento condividere il catalogo con Koons e Fontana è, in fondo, la fotografia più onesta del gusto contemporaneo: eclettico, curioso, capace di tenere insieme secoli distanti senza gerarchie rigide.

Quello che resta
Alla fine, quello che questa asta lascia non è solo una lista di prezzi, ma un piccolo ritratto del collezionismo di oggi: fedele ai nomi storicizzati — Fontana, Escher, Giacometti — ma sempre curioso verso formati nuovi, accessibili, diretti. Un gusto che cambia lentamente, come le crepe su una superficie di Fontana, ma che continua, buco dopo buco, ad allargarsi.

