Oltre la superficie: Fontana, Kline, Escher e la costruzione della memoria nell’asta “Great Masters from Classic to Contemporary Art” di Catawiki

Dal 24 luglio al 3 agosto 2026 Catawiki, in partnership con Collezione da Tiffany, propone una nuova edizione di “Great Masters from Classic to Contemporary Art”.

Dal 24 luglio al 3 agosto, oltre 200 opere saranno protagoniste di un percorso che attraversa il tempo lungo della creatività: dall’arte classica al contemporaneo, passando per le sperimentazioni del dopoguerra, la fotografia e la grafica d’autore.

Il filo conduttore della selezione non è soltanto la notorietà degli artisti coinvolti, ma il modo in cui ciascuna opera rappresenta un momento di trasformazione: il superamento dello spazio pittorico con Fontana, la forza gestuale dell’Espressionismo astratto americano con Kline, la riflessione sulla percezione visiva con Escher, fino alle nuove modalità di produzione e distribuzione dell’arte contemporanea.

L’opera come testimonianza di una ricerca

Lucio Fontana (1899-1968) – Concetto spaziale

Il dipartimento dedicato all’arte del dopoguerra e contemporanea, curato da Giulia Couzzi, rappresenta una delle sezioni più corpose dell’asta. Tra i lotti di maggior interesse troviamo Lucio Fontana e Franz Kline, un dialogo tra due rivoluzioni artistiche parallele.

Fontana, con il suo superamento della tela tradizionale, ha trasformato il quadro in uno spazio fisico e mentale. Il Concetto spaziale del 1956, proposto in asta, sintetizza questa ricerca: l’inchiostro su carta diventa superficie attraversata da interventi che modificano la percezione dell’opera stessa.

I buchi e gli strappi non sono semplici gesti formali, ma strumenti attraverso cui l’artista mette in discussione il confine tra immagine e spazio. La registrazione presso la Fondazione Lucio Fontana aggiunge inoltre un elemento fondamentale nella lettura critica del lavoro, confermandone la rilevanza documentaria.

Dall’altra parte dell’Atlantico, Franz Kline porta una concezione completamente diversa ma altrettanto radicale della pittura. Il suo Senza titolo del 1952 testimonia la ricerca dell’Espressionismo astratto americano, dove il segno diventa energia, movimento, presenza fisica.

La lunga storia collezionistica dell’opera, con passaggi tra importanti realtà newyorkesi e collezioni private italiane, restituisce inoltre la dimensione internazionale della sua ricezione.

La percezione come campo di sperimentazione: Escher e Boetti

M.C. Escher (1898-1972) – Rimpeling – Rippled Surface – Bool 367

Se Fontana e Kline interrogano i limiti della pittura, la sezione dedicata alla grafica mostra come anche la riproducibilità possa diventare terreno di sperimentazione artistica.

La sezione, curata da Silvia Possanza, trova tra i lotti più interessanti: M.C. Escher e Alighiero Boetti.

Escher ha costruito la propria fortuna sulla capacità di trasformare immagini apparentemente semplici in complessi sistemi visivi. La linoleografia Rippled Surface (Rimpelling) del 1950 rappresenta perfettamente questa tensione: il riflesso sull’acqua diventa un esercizio sulla percezione, dove realtà e illusione si confondono.

Boetti, invece, utilizza la grafica come estensione della propria riflessione sul rapporto tra ordine e casualità. La serigrafia La Natura, una faccenda ottusa – Pantere nasce dal ciclo presentato alla Biennale di Venezia del 1990 e mantiene il caratteristico intreccio tra immagine e linguaggio che ha segnato tutta la sua produzione.

Fotografia: documentare il presente, interpretare il mondo

Thomas Struth (1954) – Tokyo (suburb Of Bunkyo)

La fotografia occupa nell’asta uno spazio più contenuto numericamente, ma particolarmente significativo dal punto di vista storico e culturale.

La selezione curata da Elena Vaninetti propone infatti un confronto tra diversi approcci alla fotografia contemporanea.

Con Thomas Struth, autore legato alla scuola di Düsseldorf, l’immagine fotografica diventa analisi dello spazio urbano e delle trasformazioni sociali. Tokyo (suburb of Bunkyō) del 1999 osserva la città non come semplice scenario, ma come struttura complessa in cui architettura e vita quotidiana si intrecciano.

Diverso è il valore della cartella L’Ambiguità Attraente, realizzata da Franco Fontana ed Enrico Manelli: un documento storico della fotografia italiana degli anni Settanta, quando il medium fotografico iniziava a conquistare una nuova autonomia all’interno del sistema dell’arte.

Dal passato al futuro: il senso della nuova collezione

Giovanni Fattori (1825-1908), Attrib. – Artiglieri e cannone

L’apertura verso l’arte classica rappresenta una delle novità più interessanti di questa edizione. Non un’aggiunta separata, ma un ulteriore capitolo di un racconto che vuole mostrare la continuità della ricerca artistica nel tempo.

Tra i lotti emerge un’opera attribuita a Giovanni Fattori, Artiglieri e cannone, una piccola tavola che permette di osservare il processo preparatorio di un maestro della pittura macchiaiola.

Accanto a questa, il dipinto Cavalli di Dario Fo amplia ulteriormente la riflessione sull’identità dell’artista, mostrando il lato meno conosciuto del premio Nobel per la letteratura: quello del pittore.